04-10-2009, 18:42
Nel panorama odierno della letteratura fantasy, un ruolo di primo piano se lo sono ritagliato le donne: se è vero che Tolkien ha creato il genere e che Brooks lo ha reinventato (e pur considerando la forza di grandi mostri sacri quali Martin, Jordan e Pullman), è anche vero che scrittrici come Ursula LeGuin prima e Robin Hobb e Jacqueline Carey poi la fanno oramai da padrone nelle librerie degli appassionati del genere.
Fra queste grandi donne, ne spicca una poco nota in Italia ma molto amata dalla critica di oltreoceano: Lois McMaster Bujold.
Nota ai più per il ciclo fantascientifico dei Vor, Lois McMaster Bujold ha scritto anche diversi romanzi fantasy, caratterizzati da una grande freschezza e capacità di penetrazione. Per il mercato italiano possiamo ricordare L'anello dell'incantesimo e Il Ciclo di Chalion (L'ombra della maledizione, La messaggera delle anime, L'incantesimo dello spirito); in inglese è anche uscito il ciclo The sharing knife (Beguilement, Legacy, Passage, Horizon).
Le vicende - almeno nei romanzi disponibili da noi - sono ambientate in un medioevo fantastico, italiano in un caso o di collocazione europea nel Ciclo di Chalion, un medioevo diverso da quello che conosciamo eppur molto simile: Chalion-Ibra ricorda la Spagna divisa fra Castiglia e Leon, Darthaca è la Francia, il Dominio il Sacro Romano Impero e così via (un uso simile della storia viene fatto anche dalla Carey). Soprattutto ne L’anello dello spirito – ambientato in Lombardia nel 1500 – la ricostruzione è minuziosa e documentata, con grande cura per i particolari e sfoggiando una straordinaria capacità di adattare il fantastico alla realtà.
Nei suoi libri l'autrice pone l'accento sull'uomo, sul senso della nostra vita. Non ci regala nè elfi nè draghi, non sguazza - benchè non li eviti del tutto - negli intrighi di corte alla Martin, si limita invece ad indagare il mal di vivere che da sempre ci caratterizza, cercando una risposta alla continua dialettica celeste uomo-divinità o terrestre uomo-animale. Dei, nel suo caso, non irraggiungibili e silenti come in Martin, nè lontani ma benevoli come in Tolkien, nè intriganti e fin troppo mortali come in Erikson, bensì dei che vivono accanto agli uomini, che hanno bisogno degli uomini e di cui gli uomini hanno bisogno. 'Gli dei non sono lontani da noi, sono sempre accanto a noi, separati come da un velo d'acqua', dirà uno dei personaggi: dei e preghiere che mettono in moto un meccanismo di eventi che si basa però sempre sulle passioni umane, sul nostro libero arbitrio che nessuno può strapparci. A cui la Bujold si aggrappa ferocemente.
La narrazione è fluida e potente, cesellata da descrizioni ampie e poetiche ma mai prolisse; i momenti introspettivi sono molto accurati e fondanti, frutto forse della straordinaria sensibilità femminile dell'autrice che sembra nutrire una vera predilezione per personaggi inquieti e mai sempre uguali a se stessi. Le scene di battaglie, in cui mi pare di avvertire un'eco di Brooks, sono precise e funzionanti, come carichi di pathos gli acme della narrazione. E poi l'ironia, l'ironia della Bujold, sottile arguta e mai pesante.
Come concludere, quindi? Se state cercando un libro che dia delle risposte e soprattutto che ponga delle domande, se volete una lettura che rimanga impressa nella vostra mente con la forza degli scritti della Hobb, se vi piace la fantasy in quanto mezzo più vero per guardare, attraverso la trasfigurazione immaginaria, chi siamo davvero (come accade con Pullman e Stroud), allora per voi è giunto il momento di leggere questa grande, e troppo sottovalutata, autrice contemporanea.
Da segnalare, infine, un nota negativa: i romanzi della Bujold in Italia, sono difficilissimi da trovare; poche librerie li hanno e consiglio pertanto a tutti di ricercarli su ebay o siti specializzati. Buona lettura!
Editi in Italia:
.:. L'anello dell'incantesimo - Delosbook
.:. Ciclo di Chalion (L'ombra della maledizione, La messaggera delle anime, L'incantesimo dello spirito) - Nord

marco
Fra queste grandi donne, ne spicca una poco nota in Italia ma molto amata dalla critica di oltreoceano: Lois McMaster Bujold.
Nota ai più per il ciclo fantascientifico dei Vor, Lois McMaster Bujold ha scritto anche diversi romanzi fantasy, caratterizzati da una grande freschezza e capacità di penetrazione. Per il mercato italiano possiamo ricordare L'anello dell'incantesimo e Il Ciclo di Chalion (L'ombra della maledizione, La messaggera delle anime, L'incantesimo dello spirito); in inglese è anche uscito il ciclo The sharing knife (Beguilement, Legacy, Passage, Horizon).
Le vicende - almeno nei romanzi disponibili da noi - sono ambientate in un medioevo fantastico, italiano in un caso o di collocazione europea nel Ciclo di Chalion, un medioevo diverso da quello che conosciamo eppur molto simile: Chalion-Ibra ricorda la Spagna divisa fra Castiglia e Leon, Darthaca è la Francia, il Dominio il Sacro Romano Impero e così via (un uso simile della storia viene fatto anche dalla Carey). Soprattutto ne L’anello dello spirito – ambientato in Lombardia nel 1500 – la ricostruzione è minuziosa e documentata, con grande cura per i particolari e sfoggiando una straordinaria capacità di adattare il fantastico alla realtà.
Nei suoi libri l'autrice pone l'accento sull'uomo, sul senso della nostra vita. Non ci regala nè elfi nè draghi, non sguazza - benchè non li eviti del tutto - negli intrighi di corte alla Martin, si limita invece ad indagare il mal di vivere che da sempre ci caratterizza, cercando una risposta alla continua dialettica celeste uomo-divinità o terrestre uomo-animale. Dei, nel suo caso, non irraggiungibili e silenti come in Martin, nè lontani ma benevoli come in Tolkien, nè intriganti e fin troppo mortali come in Erikson, bensì dei che vivono accanto agli uomini, che hanno bisogno degli uomini e di cui gli uomini hanno bisogno. 'Gli dei non sono lontani da noi, sono sempre accanto a noi, separati come da un velo d'acqua', dirà uno dei personaggi: dei e preghiere che mettono in moto un meccanismo di eventi che si basa però sempre sulle passioni umane, sul nostro libero arbitrio che nessuno può strapparci. A cui la Bujold si aggrappa ferocemente.
La narrazione è fluida e potente, cesellata da descrizioni ampie e poetiche ma mai prolisse; i momenti introspettivi sono molto accurati e fondanti, frutto forse della straordinaria sensibilità femminile dell'autrice che sembra nutrire una vera predilezione per personaggi inquieti e mai sempre uguali a se stessi. Le scene di battaglie, in cui mi pare di avvertire un'eco di Brooks, sono precise e funzionanti, come carichi di pathos gli acme della narrazione. E poi l'ironia, l'ironia della Bujold, sottile arguta e mai pesante.
Come concludere, quindi? Se state cercando un libro che dia delle risposte e soprattutto che ponga delle domande, se volete una lettura che rimanga impressa nella vostra mente con la forza degli scritti della Hobb, se vi piace la fantasy in quanto mezzo più vero per guardare, attraverso la trasfigurazione immaginaria, chi siamo davvero (come accade con Pullman e Stroud), allora per voi è giunto il momento di leggere questa grande, e troppo sottovalutata, autrice contemporanea.
Da segnalare, infine, un nota negativa: i romanzi della Bujold in Italia, sono difficilissimi da trovare; poche librerie li hanno e consiglio pertanto a tutti di ricercarli su ebay o siti specializzati. Buona lettura!
Editi in Italia:
.:. L'anello dell'incantesimo - Delosbook
.:. Ciclo di Chalion (L'ombra della maledizione, La messaggera delle anime, L'incantesimo dello spirito) - Nord

marco

Se lo meritano.


