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Versione completa: Lois McMaster Bujold
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Nel panorama odierno della letteratura fantasy, un ruolo di primo piano se lo sono ritagliato le donne: se è vero che Tolkien ha creato il genere e che Brooks lo ha reinventato (e pur considerando la forza di grandi mostri sacri quali Martin, Jordan e Pullman), è anche vero che scrittrici come Ursula LeGuin prima e Robin Hobb e Jacqueline Carey poi la fanno oramai da padrone nelle librerie degli appassionati del genere.
Fra queste grandi donne, ne spicca una poco nota in Italia ma molto amata dalla critica di oltreoceano: Lois McMaster Bujold.

Nota ai più per il ciclo fantascientifico dei Vor, Lois McMaster Bujold ha scritto anche diversi romanzi fantasy, caratterizzati da una grande freschezza e capacità di penetrazione. Per il mercato italiano possiamo ricordare L'anello dell'incantesimo e Il Ciclo di Chalion (L'ombra della maledizione, La messaggera delle anime, L'incantesimo dello spirito); in inglese è anche uscito il ciclo The sharing knife (Beguilement, Legacy, Passage, Horizon).

Le vicende - almeno nei romanzi disponibili da noi - sono ambientate in un medioevo fantastico, italiano in un caso o di collocazione europea nel Ciclo di Chalion, un medioevo diverso da quello che conosciamo eppur molto simile: Chalion-Ibra ricorda la Spagna divisa fra Castiglia e Leon, Darthaca è la Francia, il Dominio il Sacro Romano Impero e così via (un uso simile della storia viene fatto anche dalla Carey). Soprattutto ne L’anello dello spirito – ambientato in Lombardia nel 1500 – la ricostruzione è minuziosa e documentata, con grande cura per i particolari e sfoggiando una straordinaria capacità di adattare il fantastico alla realtà.
Nei suoi libri l'autrice pone l'accento sull'uomo, sul senso della nostra vita. Non ci regala nè elfi nè draghi, non sguazza - benchè non li eviti del tutto - negli intrighi di corte alla Martin, si limita invece ad indagare il mal di vivere che da sempre ci caratterizza, cercando una risposta alla continua dialettica celeste uomo-divinità o terrestre uomo-animale. Dei, nel suo caso, non irraggiungibili e silenti come in Martin, nè lontani ma benevoli come in Tolkien, nè intriganti e fin troppo mortali come in Erikson, bensì dei che vivono accanto agli uomini, che hanno bisogno degli uomini e di cui gli uomini hanno bisogno. 'Gli dei non sono lontani da noi, sono sempre accanto a noi, separati come da un velo d'acqua', dirà uno dei personaggi: dei e preghiere che mettono in moto un meccanismo di eventi che si basa però sempre sulle passioni umane, sul nostro libero arbitrio che nessuno può strapparci. A cui la Bujold si aggrappa ferocemente.
La narrazione è fluida e potente, cesellata da descrizioni ampie e poetiche ma mai prolisse; i momenti introspettivi sono molto accurati e fondanti, frutto forse della straordinaria sensibilità femminile dell'autrice che sembra nutrire una vera predilezione per personaggi inquieti e mai sempre uguali a se stessi. Le scene di battaglie, in cui mi pare di avvertire un'eco di Brooks, sono precise e funzionanti, come carichi di pathos gli acme della narrazione. E poi l'ironia, l'ironia della Bujold, sottile arguta e mai pesante.

Come concludere, quindi? Se state cercando un libro che dia delle risposte e soprattutto che ponga delle domande, se volete una lettura che rimanga impressa nella vostra mente con la forza degli scritti della Hobb, se vi piace la fantasy in quanto mezzo più vero per guardare, attraverso la trasfigurazione immaginaria, chi siamo davvero (come accade con Pullman e Stroud), allora per voi è giunto il momento di leggere questa grande, e troppo sottovalutata, autrice contemporanea.

Da segnalare, infine, un nota negativa: i romanzi della Bujold in Italia, sono difficilissimi da trovare; poche librerie li hanno e consiglio pertanto a tutti di ricercarli su ebay o siti specializzati. Buona lettura!


Editi in Italia:
.:. L'anello dell'incantesimo - Delosbook
.:. Ciclo di Chalion (L'ombra della maledizione, La messaggera delle anime, L'incantesimo dello spirito) - Nord


Occhiolino


marco
MarcoMarcoMarcoMarcoMarco... l'ho trovato! La messaggera delle anime è finalmente disponibile alla biblioteca comunale, ragion per cui passa direttamente in cima alla lista dei titoli da prendere in prestito!
YeeeYeeeYeee

Per il resto, posso solo applaudire la gran bella presentazione che hai fatto della tua autrice preferita. Le lodi sono meritatissime: di suo ho letto solo L'ombra della maledizione, che si è rivelato un libro particolare, elegante, estremamente curato e dai risvolti sorprendentemente profondi. Proprio per questo ero tanto ansiosa di trovare gli altri due romanzi del ciclo di Chalion e a questo proposito... ebbene, in biblioteca c'è anche L'incantesimo dello spirito!!!
Luciderò gratis i pavimenti di ogni sala, sì sì. [Immagine: chikas_blue13_annuisce.gif] Se lo meritano.
(05-10-2009 22:47)The Fool Ha scritto: [ -> ]MarcoMarcoMarcoMarcoMarco... l'ho trovato! La messaggera delle anime è finalmente disponibile alla biblioteca comunale, ragion per cui passa direttamente in cima alla lista dei titoli da prendere in prestito!

Non posso che essere stracontento di leggere quanto scrivi InchinClap ClapYeeeYeah

Per rimanere in tema, proprio oggi mi sono arrivati i primi tre volumi in inglese della serie The sharing knife: finisco il libro che ho in ballo e mi ci fiondo Love


marco
Io ho letto L'Ombra della Maledizione e mi è piaciuto moltissimo, tant'è che sullo scaffale c'è in attesa il seguito! Yeah
Per completezza del topic, recupero alcune frasi che avevo postato ne L'evidenziatore - più due inedite - tutte tratte dai lavori della Bujold. Non contengono spoiler e spero vi invoglino alla lettura Occhiolino


"Non tutte le prigioni sono fatte di sbarre di ferro, Royesse... Alcune hanno la forma di letti di piume" L'ombra della maledizione

"Gli animali erano creature innocenti, anche i macabri corvi, e senza dubbio quell'innocenza li rendeva tutti sacri, almeno in una certa misura" L'ombra della maledizione

"La poesia è una specie di grande infezione. Gli Dei traggono diletto dalla poesia, sai, perchè canti e poesia sono fatti della stessa sostanza dell'anima, possono passare nel loro mondo quasi senza incontrare ostacoli" L'ombra della maledizione


"Sapeva ciò che la spaventava: essere rinchiusa in qualche luogo buio e angusto da persone che l'amavano. Prima o poi, un nemico avrebbe abbassato la guardia e, sfinito dal suo compito, se ne sarebbe andato. L'amore, invece, poteva essere inesorabile" La messaggera delle anime

"Si sentì sufficientemente folle da desiderare ciò che non era abbastanza folle da afferrare, e quella era una follia inutile" La messaggera delle anime


"Non so dove sto andando. Ma sono stanco di dove sono stato finora" L'incantesimo dello spirito

"Gli essere umani mentono; ingannano se stessi o gli altri. C'è chi viene spaventato, o corrotto, o si autoconvince di avere visto cose che non ha visto. Gli esseri umani, diciamo la verità, sono un branco di pazzi e bastardi" L'incantesimo dello spirito


"Se esistesse un ottavo peccato capitale. dovrebbe essere la stupidità, a causa della quale tutte le altre virtù vengono seminate nella sabbia arida" L'anello dell'incantesimo

"Questo è il rischo più spaventoso che si corre con la preghiera, cioè il fatto che a volte Dio scegli di risponderci" L'anello dell'incantesimo

"A volte, le era capitato di chiedersi perchè si dicesse che gli angeli versavano così tante lacrime per i peccatori, ma ora capiva. Non piangono per la malvagità, pensò, ma per il bene che è andato sprecato in essa" L'anello dell'incantesimo

Occhiolino

marco
Finito Beguilement.... NO SPOILER


Che dire di questo nuovo romanzo della Bujold? E' molto diverso da quelli cui ci ha abituato, perchè parte di una tetralogia e non autoconclusivo come al solito; la vicenda è pertanto meno densa di eventi, concentrati soprattutto nella parte iniziale e finale. Vediamo poca magia, come al solito, e tanta vita quotidiana, persone con i sentimenti di ogni giorno e un preponderante inno all'amore. Spariscono sullo sfondo - almeno per ora - le preoccupazioni dovute alla magia, alla divinità e al mondo dei nostri istinti animali, cedendo il posto ai rapporti familiari, alla vita di provincia e agli affetti più intimi. Grande spazio è fortunatamente dato alla splendente ironia della Hobb, straordinaria nella sua grande sottigliezza e adeguatezza.

Un romanzo, in poche parole, onesto, piacevole, avvincente e benscritto. Si rimpiange un po' la mancanza d'azione, ma si sente che l'avventura è appena cominciata.

"Ci sono un sacco di cose senza senso nel mondo, ma non tutte sono eventi dolorosi. A volte - credo - aiutano a ricordare cose di altro tipo. Tutti conoscono qualcosa di luminoso, anche se la scordano quando sono immersi nel buio. Qualcosa che tutti gli altri pensano essere stupida, ma tu sai che è meravigliosa" (traduzione mia)
Caro Marco ,sabato sei stato nei miei pensieri per buona parte del pomeriggio dato che .....ho comprato un libro della Bujold, precisamente "L'anello dell'incantesimo " Clap ClapClap ClapClap Clap
Doveva essere un regalo per mio cugino ma complice la bella copertina e le tue recensioni entusiaste alla fine ho deciso di tenerlo per me Smile
Ovviamente appena lo comincerò sarai il primo a sapere cosa ne penso, preparati Yeah
Fortuna nell'ombra
Ser
Un ottimo romanzo, il primo fantasy di LMMB (mi pare del 1996). Simpatico, ambientato nel rinascimento italiano, ha in sè tutta la poetica dell'autrice. Fammi sapere che ne pensi, sono contento che l'hai preso Occhiolino


marco
Attendendo la recensione di Seregil, posto il mio parere su Legacy, secondo volume del Ciclo The Sharing Knife, appena finito.

E' un gran bel romanzo! Finalmente la storia si sviluppa e la maestria dell'autrice si rivela in tutta la sua pienezza: i personaggi acquistano spessore, le loro scelte si tingono di pathos, la riflessione si fa più profonda e problematica; rimane come cornice la grande storia d'amore, ma vengono approfonditi i rapporti fra tutti i personaggi, si chiarisce il significato dell'assenza della divinità e un'umanità fragile ma universale si impone come senso ultimo della narrazione. Lode davvero a Lois McMaster Bujold e ai suoi personaggi!

Occhiolino


marco
Volevo segnalarvi alcune interessantissime riflessioni di Lois McMaster Bujold. La pima riguarda la domanda se c'è un messaggio nei suoi libri: la risposta è in parte inaspettata, ma molto acuta: sintetizzando al massimo, lei nega l'intenzione di veicolare un messaggio come intento ultimo del suo scrivere, ma crede che siano i lettori a dare un senso sempre diverso alle sue parole in base alle proprie esperienze; non crede di avere nulla da insegnare nè vuole che i suoi romanzi siano espressione di un chiaro intento pedagogico.
Ecco il testo in inglese a cui mi riferisco. No vi sono spoiler, il tag è usato solo per ragioni di spazio

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Di seguito un altro brano di un'intervista dove si chiede all'autrice cosa ne pensa delle accuse di femminismo che le rivolgono: la risposta è più o meno che non sapeva che il femminismo fosse un crimine, considera una donna non-femminista come uno schiavo a favore della schiavitù e non capisce comunque come la si possa accusare di femminismo: lei racconta le tendenze e i comportamenti umani, ribadendo di non scrivere con l'intento di fare propaganda a una data visione del mondo.

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Qui invece parla dell'incontro con Scott Lynch, suo fan mentre lei non ha mai letto i suoi romanzi:

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E qui una riflessione su cosa sia a 60anni il successo, cosa significa essere una scrittice ben conosciuta e quanto sia in parte comunque un lavoro come gli altri.

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Spero che troviate interessanti questi passaggi, ho intenzione di aggiornarvi su quello che questa grande donna pensa e fa Occhiolino



marco
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