18-11-2009, 22:52
Di Cut, fino all'altro ieri, sapevo solo che era uno dei racconti più fortunati della produzione Lindholm, candidato nella sua categoria a premi prestigiosi come il Nebula, il Locus e l'Asimov’s Readers’ Award. Non sapevo altro e, non avendo mai letto nulla firmato Lindholm, non sapevo nemmeno cosa aspettarmi. Di certo non mi aspettavo una storia così particolare... così "civilmente scomoda".
Il racconto mi ha impressionato non poco, lo ammetto, ma l'ho letto tutto d'un fiato, concentratissima nonostante il contesto in cui mi trovavo (un corridoio d'ospedale, in piedi da ore, in attesa che Althea potesse sostenere il suo colloquio ^^).
Data la brevità della storia (sì e no 7-8 cartelle), eviterò di rivelare troppo. Vi dico soltanto che parla di tre donne (una nonna, sua figlia e la figlia di sua figlia) con diverse mentalità e diversi modi di affrontare la vita. La nipote, Patsy, ha un carattere ribelle («Our Patsy never lacked for guts. Brains, maybe, but not guts.») e un suo colpo di testa mette in seria difficoltà le altre due, che si trovano combattute la libertà personale della ragazza e il desiderio di farla ragionare. A un certo momento si legge questo passaggio, che da solo vale l'intero racconto:
"They are mine, the woman and the girl, the daughter of my body and my daughter's daughter. Born so soft and pink and perfect. I make my arms a cradle and wish they were still mine to hold and protect. Protect. It is what a mother does, and no matter how old one gets, one never stops being a mother."
Molto bello, vero? Non aggiungerò altro, se non l'invito a leggere anche voi questa storia e a parlarne insieme.
PS: Chi desiderasse procurarsi Cut può avere in prestito la mia copia personale (per la quale devo ringraziare Lady Drago :*)...
Il racconto mi ha impressionato non poco, lo ammetto, ma l'ho letto tutto d'un fiato, concentratissima nonostante il contesto in cui mi trovavo (un corridoio d'ospedale, in piedi da ore, in attesa che Althea potesse sostenere il suo colloquio ^^).
Data la brevità della storia (sì e no 7-8 cartelle), eviterò di rivelare troppo. Vi dico soltanto che parla di tre donne (una nonna, sua figlia e la figlia di sua figlia) con diverse mentalità e diversi modi di affrontare la vita. La nipote, Patsy, ha un carattere ribelle («Our Patsy never lacked for guts. Brains, maybe, but not guts.») e un suo colpo di testa mette in seria difficoltà le altre due, che si trovano combattute la libertà personale della ragazza e il desiderio di farla ragionare. A un certo momento si legge questo passaggio, che da solo vale l'intero racconto:
"They are mine, the woman and the girl, the daughter of my body and my daughter's daughter. Born so soft and pink and perfect. I make my arms a cradle and wish they were still mine to hold and protect. Protect. It is what a mother does, and no matter how old one gets, one never stops being a mother."
Molto bello, vero? Non aggiungerò altro, se non l'invito a leggere anche voi questa storia e a parlarne insieme.
PS: Chi desiderasse procurarsi Cut può avere in prestito la mia copia personale (per la quale devo ringraziare Lady Drago :*)...


