In questi giorni sto rivivendo la trilogia dei
Liveship Traders di Robin Hobb durante il tragitto in auto da casa al lavoro (vi ho mai detto quanto amo gli audiolibri?). Lessi per la prima volta questa straordinaria serie fantasy nel 2005 e da allora si è fermamente insediata ai primi posti della classifica dei miei romanzi/cicli preferiti di sempre. Nonostante ciò, finora avevo letto la trilogia soltanto una volta. Riviverla adesso è un vero piacere, così tanto che mi ritrovo a uscire di proposito all'ora di punta per guidare in mezzo al traffico e passare dieci minuti in più al mattino e alla sera con questa brillante storia.
The Liveship Traders Trilogy narra la storia dei Vestrit, una famiglia di Mercanti; le loro fortune sono legate al commercio condotto dal veliero vivente
Vivacia – una nave di legno magico la cui polena animata custodisce le conoscenze di generazioni di Vestrit – e alla loro capacità di sopravvivere in un mondo in rapido cambiamento.
Diversamente dalla maggior parte dei romanzi di epic fantasy, questi libri non hanno un unico cattivo "onnipotente". La storia, piuttosto, si basa sulla lotta per la sopravvivenza di un insieme di (disperati) personaggi ben delineati e molto diversi tra loro in conflitto gli uni con gli altri.
Il lettore simpatizza per alcuni personaggi più che per altri, ma anche quelli "buoni" sono pieni di difetti. Tutti hanno delle colpe, e ciascuna storia individuale è avvincente e credibile. Ogni azione è in accordo alla natura del personaggio e le conseguenze che ne derivano riflettono scontri fra ragione e desiderio.
Dal mio punto di vista, i
Liveship Traders parlano della lotta per la sopravvivenza. Il primo libro,
Ship of Magic, si focalizza principalmente sulla lotta fra diversi personaggi per il controllo del veliero vivente della famiglia Vestrit,
Vivacia (simbolo di vita):
- Althea Vestrit – Alla morte del padre, Althea scopre che la sua amata nave è stata lasciata in eredità alla sorella e all'odiato cognato (Kyle Haven), che la manda via. Althea giura di riprendersi Vivacia dimostrando di essere un valido marinaio ed estromettendo Kyle.
- Wintrow Vestrit – Figlio di Kyle Haven educato per diventare un sacerdote, Wintrow viene trascinato via da suo padre dalla vita che si era scelto e costretto a vivere a bordo di Vivacia e diventare un marinaio. Combatte il predominio del padre su di lui, mentre con riluttanza giunge ad amare Vivacia.
- Ronica Vestrit – Madre di Althea e curatrice degli affari di famiglia, Ronica ha bisogno di trarre profitto da Vivacia per scongiurare l'impegno di cedere in sposa sua nipote per pagare i debiti.
- Capitano Kennit – Famoso pirata, Kennit desidera essere incoronato re dei pirati e possedere un suo veliero vivente. Il suo obiettivo diventa Vivacia.
- Kyle Haven – Legato per matrimonio alla famiglia Vestrit e di questa responsabile, Kyle ritiene suo dovere salvare la famiglia dalla rovina. (Kyle è il personaggio per cui si simpatizza meno, e nel primo libro interpreta senza dubbio il ruolo del cattivo sia per Althea che per Wintrow.) Cerca di risollevare le sorti della famiglia usando Vivacia per trafficare in schiavi.
- Brashen Trell – Rinnegato dalla sua famiglia di Mercanti, Brashen lotta per costruirsi una nuova vita come semplice marinaio e cancellare il ricordo dei suoi trascorsi di gioventù. Lui soltanto fra i personaggi principali non ha interessi propri riguardo a Vivacia; la sua storia è intrecciata a quella di Althea, alla quale dà amicizia incondizionata, amore e sostegno.
Perciò è
Vivacia il pomo della discordia in
Ship of Magic: amata e desiderata da Althea, mal sopportata eppure amata con riluttanza da Wintrow, usata e abusata da Kyle; bramata e infine catturata da Kennit; fonte di speranza per Ronica. Il simbolo della vita diventa così l'oggetto che minaccia di dilaniare le vite di questi personaggi.
Come scrittrice, ho imparato molto sui personaggi e sul tema del conflitto leggendo questa serie. Amo (e nutro un timore reverenziale per) il modo in cui Robin Hobb schiera un gran numero di personaggi, dà a ciascuno di loro obiettivi così tanto forti e credibili, e poi li mette uno contro l'altro. Poiché nutrono desideri diametralmente opposti, ciascuno vede l'altro come un rivale. Addirittura Kyle (che io detesto) – fuorviato, sciocco e crudele – è convinto di agire nel migliore interesse della sua famiglia.
Persino più impressionante è il modo in cui la Hobb rende la storia via via più intensa nel corso della trilogia e allarga il suo obiettivo per rivelare quanto in realtà sia futile la lotta per il possesso di Vivacia.
Ma la cosa migliore riguardo a questa serie (e alla scrittura di Robin Hobb in generale) è il modo in cui mi fa
sentire quando sto leggendo. Rido, odio, provo amore, piango quando leggo questi libri. I suoi personaggi sono fra i migliori che io abbia mai incontrato.