Torna al forum!
Fantasy italiano - Versione stampabile

+- Blood Memories Forum (http://www.bloodmemories.it/forum)
+-- Forum: Forum Tematici (http://www.bloodmemories.it/forum/forumdisplay.php?fid=15)
+--- Forum: Le Isole Esterne (http://www.bloodmemories.it/forum/forumdisplay.php?fid=16)
+--- Discussione: Fantasy italiano (/showthread.php?tid=1228)


Fantasy italiano - Umbra - 30-01-2014

Mi rendo conto che non esiste questa discussione, e che non ho il tempo per impostarla bene né per seguirla.

Ma volevo condividere con voi una riflessione. Qual è lo stato della letteratura fantasy in Italia? Questo l'argomento del presente 3D.

Trovo che il bellissimo post di Andrea D'Angelo - autore fantasy italiano ormai ritiratosi, che prima della Troisi era il recordman di vendite nel nostro paese - dipinga davvero la situazione. Queste righe sonot ratte dal forum di FM. I grassetti sono miei.


Citazione:Devo essere sincero: io ho sempre ragionato nel modo opposto al tuo. Ciò non significa che mi consideri migliore, eh; nient'affatto. Semplicemente e dal mio punto di vista erano maggiori le conseguenze negative di andare incontro ai lettori meno esigenti (per nulla esigenti!) o agli editori più despoti - specie la prima cosa, devo dire, per me era impossibile: se mi si toglie la gioia di scrivere, non scrivo.
Ho sempre tirato dritto per la mia strada, pur ascoltando quanto mi veniva detto. Ho sempre badato a prendere *solo e soltanto* quanto mi sembrava ragionevole (mai creduto di non aver nulla da imparare, anzi, sono sempre stato eccitato dagli incontri avuti; altro discorso è quando l'incontro ti delude a tal punto che ti chiedi se quella persona, ai tuoi occhi importante, sia veramente chi dice di essere, dopo la valanga di scemenze che ti ha appena detto... ).
I compromessi possono andare bene se non toccano il testo, dal mio punto di vista. Il testo è sacro. Se cominciano a chiedere di cambiare il tuo romanzo di modo che alla fine ne esca un romanzo diverso, mandali pure a cercarsi qualche altro pollo da spennare, saluta e giragli le spalle. Se non pubblichi ciò che desideri raccontare, ma il racconto di un altro, allora veramente è meglio riempire i cassetti e non spedire mai nulla a nessuno.
Riguardo i lettori, be', quello è invece un discorso molto più soggettivo. Dipende dall'autore e solo dall'autore il grado di "apertura" che il romanzo avrà verso i lettori. Si può scegliere un linguaggio semplice - non semplicistico o sciatto -, si può scegliere un certo tipo di storia... si possono molte cose. L'importante, a mio avviso, è non scegliere esclusivamente per compiacere il lettore: sarebbe un grave errore. Ancora una volta, nessuno vi paga per scrivere, quindi non ha senso scrivere qualcosa che non si ha veramente voglia di scrivere.

Circa un mio nuovo romanzo, per ora non sarebbe possibile nemmeno se lo volessi (è nata mia figlia - la creatura ha 3 settimane - e di certo non intraprenderei adesso un progetto personale tanto dispendioso quanto un romanzo). In aggiunta, la mia "carriera" letteraria è terminata il 17 marzo 2005 (giorno dell'uscita in libreria del mio ultimo romanzo edito). Da allora nessun editore ha accettato di pubblicare qualcosa di mio (a partire dal seguito de "La Rocca dei Silenzi", rifiutato per via delle vendite scarsissime). Tuttavia poco importa cosa ho proposto e quando l'ho proposto: i fatti parlano di una *totale assenza di risposte* da chicchessia, Editrice Nord compresa - tanto perché capiate come vanno le cose con i signori editori. Ho fatto catalogo, com'è capitato a molti, e non ero nessuno - anche se erano riusciti a farmi sentire qualcuno, finché gli è servito.
No, mi spiace, ma ormai la partita non m'interessa più. Non gioco. Se voi ne avete la forza, fatelo. Io nemmeno vivo in Italia, ormai: ho altro a cui pensare. C'è una cosa, una su tutte, che dà la misura di quale sia il leviatano che volete affrontare, in un modo o nell'altro: ricevere solo rifiuti e vedere cosa esce in libreria (anche grazie a quello che fino al giorno prima era il tuo stesso editore). Credetemi, fa un certo effetto scoprire quanto aver pubblicato ha lo stesso valore di chi non c'è mai riuscito, pur tentando ripetute volte (ma, insomma, non ho mai dato una grande importanza all'aver pubblicato e mi è sempre sembrata una condizione di passaggio: avevo ragione, purtroppo). Da un giorno all'altro decidono che di te ne hanno abbastanza e scopri che molte cose (tutte?) erano pura facciata. Scopri che saper scrivere in un italiano corretto non ti dà alcun vantaggio sui testi di chi, invece, ha ancora problemi di consecutio temporum, concordanze, ripetizioni, ortografia, eccetera. Scopri che riuscire a gestire la sintassi non è più un requisito per essere considerati uno scrittore (pare che scrivere un'email in ufficio o un romanzo, ormai, richiedano le stesse capacità, stando a quanto arriva sugli scaffali italiani). Scopri che puoi scrivere qualsiasi cosa, dalla più banale alla più originale, ma in realtà conta solo quello che in quel momento sembra di poter vendere di più (e di solito, visti i tempi, o è qualche vampiro in fregola o è qualche pagliacciata in salsa fantasy che al confronto Forgotten Realms - quella simpatica vaccata! - era un capolavoro della letteratura di genere). Scopri che ciò che vige è il formalismo, cosa ben distante dall'educazione, dal reale rispetto e dalla stima. Quindi rivaluti tutto quanto "sei riuscito a fare" fino a quel momento e capisci che la sintesi dei tuoi "successi" è la seguente: il nulla. Aggiungi al saldo finale che piovono escrementi da ogniddove, specie da coloro i quali sono nell'ambiente da più tempo e dovrebbero aiutare, anziché osteggiare (non li giustifico, anzi, ma quando il mare in cui nuoti è un acquario di 2 metri cubi d'acqua, be'... Forse qualche ragione a osteggiare pure ce l'avranno. Peccato che siano adulti e "gente di cultura" e, quindi, certi comportamenti psicotici, da prima donna o da lesa maestà, sono ridicoli e inaccettabili).
Insomma... Buona fortuna, ragazzi!


Gli sto scrivendo un messaggio di sincera stima.



marco


RE: Fantasy italiano - Tintaglia - 30-01-2014

Il fantasy italiano (sopratutto se inteso come un fantasy con radici, temi e ambientazioni differenti da quelle celtiche) non esiste, se non come accidente riuscito a qualche sparso autore.

E da quanto scrive questo autore (che, colpevolmente, ammetto di non conoscere) capisco anche il perché.
Sconfortante davvero, sopratutto quando te lo dice chi è stato dall'altro lato della barricata.
E sì, massima stima per chi crede nella propria arte, e non è disposto a svenderla per un posto da pennivendolo.


RE: Fantasy italiano - Seregil - 08-04-2014

Questa ve la devo raccontare perchè credo sia interessante.
Qualche giorno fa ho visto che un sito dedicato a Ya e Paranormal Romance che frequento sporadicamente stava cercando collaboratori e mi sono detta, massì proviamoci, ho inviato una mia recensione , per inciso quella su "I diari di Isabel " che potete leggere sul mio blog ed ho atteso una risposta.
Qualche ora dopo sono stata contattata da una delle redattrici che mi ha fatto presente come la mia recensione fosse troppo "dura ", " crudele " , "dai troppo l'impressione di montare in cattedra e giudicare ", e che la loro politica è quella di essere più gentili, SOPRATTUTTO con gli esordienti italiani.
Io ho risposto che non volevo offendere nessuno, e il mio scopo lungi dal giudicare era mettere in luce i punti di debolezza del romanzo, nel modo più obbiettivo ed imparziale possibile nella speranza che l'autrice, tra l'altro ormai mia amica su FB e che ha apprezzato la mia professionalità ,possa se lo desidera trarne qualche spunto di riflessione e di crescita, ho concluso che di sicuro non avevo intenzione di mettermi a tessere le lodi di un lavoro carente.
Per amor del cielo, nessuno voleva che io mentissi, potevo dire tutto quello che volevo , "Anche che il romanzo fa schifo " purchè fosse fatto in tono colloquiale .
Capito ? Fare una recensione imparziale, ed obiettiva è crudele, dire che il libro "Fa schifo " in mezzo a duna montagna di chiacchiere inutili è MOLTO più utile e corretto . ScetticScettic
La cosa che mi lascia più perplessa ed angosciata è questa idea, molto diffusa, che gli autori esordienti oggi NON possano essere criticati, altrimenti si traumatizzano, si deprimono o chissà che altro .
Non voglio essere fraintesa, io sono la prima ad essere contraria alle critiche fini a sè stesse, fatte solo per demolire o ferire, ma se si ha la fortuna di imbattersi in un bravo lettore che decide di dedicarti del tempo per aiutarti a migliorare ....sarebbe opportuno ascoltarlo , no?
Perchè il Fantasy italiano è un genere che non decolla ? Perchè non si scrive per amore, o per passione no, oggi molti scrivono solo per ammazzare un pò il tempo e con la speranza di guadagnare qualche soldo sulla pelle dei lettori, e se il romanzo è pieno di errori di grammatica o scritto male, che importa ? Se qualcuno ti critica in modo intelligente lo insulti, e tanti salutiScetticScettic
Tristezza infinita CryCry
Fortuna nell'ombra
Ser


RE: Fantasy italiano - Umbra - 01-05-2014

Mi permetto di segnalare qui l'uscita dell'antologia Diari del sottosuolo, curata dagli amici del Diario dei pensieri persi.

La raccolta nasce come best of dei racconti Urban Fantasy che hanno partecipato al concorso Chrysalide indetto nel 2013 da Mondadori. Diario di Pensieri Persi ha selezionato 5 storie, cui si sommano alcuni contributi di autori professionisti. Mi incuriosisce il fatto che la postfazione dedicata all’Urban Fantasy sia di Luca Tarenzi.

E c'è un racconto della La Puma Clap Clap

http://issuu.com/speechlessmag/docs/diari_dal_sottosuolo-anteprima2

Occhiolino


marco


RE: Fantasy italiano - MrcT - 27-07-2014

La situazione dei libri fantasy realizzati da scrittori italiani non è rosea; la realtà è che con il modo di fare di questi ultimi anni si è bruciato il mercato. In questo articolo un approfondimento sulla questione: http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/20565/qualche-osservazione-sulla-percezione-da-parte-dei/


RE: Fantasy italiano - Iku - 27-07-2014

-la nausea aumenta-


RE: Fantasy italiano - Seregil - 27-07-2014

Bellissimo articolo e per quanto mi riguarda sono d'accordo al 10000%
Avendo un blog dedicato agli esordienti posso confermare tutto quanto scritto ; ho regolarmente a che fare con ragazzini che tolto Twilight e qualche serie YA non hanno letto NULLA, convinti che basti aver racimolato qualche fans su Facebook e i vari Social Network per essere scrittori con la S maiuscola, che non fanno altro che ricopiare lo stesso clichè orribile e moralmente diseducativo in cui lui è fyghissimo e lei vive solo in sua funzione.
E se gli fai notare una qualsiasi pecca ti danno del lettore bacchettone ed incapace, e per amor del cielo ce ne sono di lettori così, ma non credo davvero sia il mio caso dato che io ho amato Dickens così come ho amato ed apprezzato tantissimo la serie di Artemis Fowl piuttosto che Lemony Snickett.
A decretare la rovina del Fantasy italiano a mio avviso non sono stati tanto i contenuti ( carenti certo, ma comunque migliorabili ) quanto l'atteggiamento degli autori, e la mentalità orientata totalmente al profitto, per cui se un certo genere tira bisogna sempre e comunque seguire l'onda ,anche a costo di svendersi l'anima.
Nessuno lavora per la gloria, questo è palese, ma ho visto gente che di talento ne aveva davvero e con tutte le carte in regola per essere notata buttarsi via per scrivere Harmony di infimo livello perchè ora come ora il genere vende di più .
Ognuno è libero di fare o scrivere quello che vuole, ma penso davvero che il mestiere di autore vada fatto con un minimo di rispetto per i lettori e dignità, altrimenti davvero è la fine .
Fortuna nell'ombra
Ser


RE: Fantasy italiano - MrcT - 27-07-2014

I problemi del libri fantasy realizzati da scrittori italiani sono tanti: la mentalità orientata al profitto e il seguire la moda come hai detto tu, ma anche mancanza di conoscenza del genere e improvvisazione per immettersi in un genere che per un certo periodo è stato sulla cresta dell'onda. I più si sono buttati sul genere fantasy perché era popolare, scrivendo senza avere letto nulla (o poco) di romanzi del genere: non c'è stata preparazione, organizzazione da nessuna parte, pochi autori ed editori lo hanno fatto. Soprattutto è mancato quel rispetto e onestà verso i lettori che non ha permesso di farli appassionare e affezionare al genere. E i risultati si sono visti.


RE: Fantasy italiano - Iku - 27-07-2014

No, no, fermiamoci un attimo.
A parte questo sacrosanto discorso -quest'ultimo exploit degli YA, lui fighissimo e lei ameba, insieme alle persone che si credono in grado solo per il (discutibile) successo dei social- vorrei capire di che stiamo parlando.

Che il fantasy tiri è discutibile, non lo sento ancora completamente sdoganato dall'immagine di lettura sfigacciata nonostante l'arrivo di GoT (e sto parlando del telefilm). Mettersi a scrivere fantasy (e non sto parlando di YA) è comunque un rischio.
Che poi sia un serpente che si morde la coda può essere, tipo il fantasy italiano fa schifo-->gli italiani pensano che il fantasy faccia schifo è una possibilità.
Quello che non capisco è se stiamo dicendo che solo chi ha letto tutto può scrivere fantasy, o che ci vogliano grandi studi per farlo.

Perché, ecco, nella mia mente fantasy è qualsiasi cosa.
Si parte dallo schema di base, il cui esempio più famoso è Tolkien, ma poi si spazia su tutto, dai grandi mondi fantastici alla magia in contesti contemporanei.
Per me il fantasy è metterci la magia, in grandi o piccole dosi, e non ci vogliono grandi studi per farlo.

Certo, bisogna saper scrivere, quello sì, e non tutti lo sanno fare, ma per immaginare non credo serva preparazione. Che poi per rendere credibili alcune cose ci voglia la documentazione, quello sì, ma è un'altra storia.

Ho forse una concezione sbagliata di fantasy? Correggetemi pure! Occhiolino


RE: Fantasy italiano - MrcT - 27-07-2014

Occorre partire dal fatto che il fantasy non appartiene a una nazionalità: quindi non esiste fantasy italiano, inglese, spagnolo, ma fantasy scritto da italiani, spagnoli, inglesi, ecc.
L'elemento che contraddistingue il fantasy è appunto l'elemento magico. Ma anche se si tratta di un elemento fantastico (occorrerebbe un discorso più approfondito che cos'è la fantasia e l'immaginazione), occorre comprendere che gli elementi di questo genere, come quello delle fiabe, delle favole e dei miti ricadono nell'ambito degli archetipi, ovvero di modi di proiettare che ha l'uomo per comprendere se stesso e la vita. La letteratura fantasy, come facevano a esempio gli antichi grechi con le commedie, inconsciamente, attraverso l'intrattenimento, fa comprendere questi aspetti; non è un caso che la mitologia, a distanza di secoli, affascini ancora così tante persone, perché era capace di arricchire e rendere consapevoli, cosa che molte storie odierne non fanno.
Per questo, avere conoscenza di quanto ha preceduto, può essere utile: non solo per vedere cosa è stato scritto e le idee mostrate, ma anche capire come queste idee sono state scritte e sviluppate. Leggere molto è importante perché osservando il lavoro di altri, si può imparare a scrivere, a fare proprie le tecniche usate da altri.
Molti dei nuovi scrittori si sono gettati a scrivere senza avere le basi, vantandosi anche di non leggere. E si è visto, perché prima di essere scrittori occorre essere lettori: dagli altri c'è sempre da imparare.