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Il viaggio dell'assassino - Versione stampabile

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Il viaggio dell'assassino - Seregil - 21-08-2014

Buongiorno a tutta la ciurma Smile
Dato che un paio di giorni fa ho finito "Il viaggio dell'assassino " ho pensato di dirvi la mia opinione, sperando che dopo aver letto non mi appendiate al pennone per fare da pappa ai corvi UnsureUnsure
Purtroppo, devo dire a malincuore che questo romanzo mi ha profondamente deluso .
Per quanto concerne lo stile e la caratterizzazione dei personaggi non ho nulla da eccepire, sono ottimi , i problemi a mio avviso riguardano lo sviluppo della trama .
Se nei due romanzi precedenti avevo avuto la sensazione che la Hobb si fosse impegnata tantissimo per creare un'atmosfera ed uno scenario davvero originali , suscitando anche emozioni molto forti, ne "Il viaggio dell'assassino " invece ho ritrovato purtroppo TUTTI i topos tipici del Fantasy Classico : Una Quest, l'eroe che deve realizzare certe profezie per porre il tempo sul giusto binario, e l' INEVITABILE happy ending dove il bene trionfa e in malvagi finiscono nella pattumiera .
Tutte idee che potevano essere originali 20 anni fa, ma che oggi con alle spalle tantissime altre letture del genere mi hanno lasciato in bocca un sapore amaro di "Già visto "
Ed infatti nessuno dei colpi di scena mi ha colto veramente di sorpresa, tranne forse
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Non posso assolutamente dire che si sia trattata di una brutta lettura , mi sono affezionata molto a tutti i personaggi (Fitz ed occhi di Notte in primis ) e sicuramente continuerò a leggere anche la serie di Borgomago, ma dopo due lavori come "L'apprendista assassino " e "L'assassino di corte ", mi aspettavo molto, molto di più CryCry
Ecco adesso otete linciarmi UnsureUnsure
Fortuna nell'ombra
Ser


RE: Il viaggio dell'Assassino - Iku - 21-08-2014

Non so, francamente.
Non metto in dubbio che ognuno ha i suoi gusti e le sue esperienze in fatto di lettura, però la scelta di condannare Assassin's Quest solo per la trama mi riesce comunque un po' difficile da comprendere.

Io non sono abituata al tipico fantasy, perché ho iniziato a leggere in un momento in cui probabilmente il genere se ne stava un po' distaccando, ed è forse per questo che il tema del viaggio in AQ non mi ha più di tanto annoiato, ma proprio perché in tutto il resto della saga ho trovato elementi innovativi (la magia accompagnata al dolore su tutti) non mi sento di penalizzare una scelta che in fin dei conti è perfettamente in linea con la storia.

Inoltre AQ non è né il primo né l'ultimo libro con la trama che descrivi e io mi sento di valutarlo secondo altri criteri. Mi verrebbe piuttosto da dire che l'introspezione di Fitz lo distingue dalla massa, che la narrazione vivida ne fa un libro unico, nonostante la trama (che, ripeto, non mi ha infastidito nonostante incarnasse elementi ormai considerati tradizionali).

In più a Fitz ne succedono così tante che non ci si può neanche stupire se l'autrice alla fine ha voluto un happy ending, sempre ammesso che di happy ending si possa parlare visto come finisce il protagonista...


RE: Il viaggio dell'Assassino - The Fool - 21-08-2014

Innanzitutto, grazie per aver voluto recensire il libro, Elena: indipendentemente dal giudizio, lo fanno in pochi e lo apprezzo moltissimo!


(21-08-2014, 08:57)Seregil Ha scritto:  Tutte idee che potevano essere originali 20 anni fa, ma che oggi con alle spalle tantissime altre letture del genere mi hanno lasciato in bocca un sapore amaro di "Già visto "

Ma tesoro, il romanzo è di vent'anni fa! È uscito nel '97!
Diciamo allora che anche Tolkien ha scritto roba trita e ritrita, solo perché in migliaia hanno poi seguito il suo modello? Roll

Al di là di questo, è un libro criticato spesso dai lettori, ma generalmente per via del ritmo troppo lento che appesantisce la narrazione (ed è un difetto reale, anche a parere mio). È la prima volta che lo sento definire poco originale. Il sistema magico, il carattere introspettivo — come ha già sottolineato Iku — il finale “particolare”, il rapporto unico che lega Fitz e Matto, le peculiarità della pietra di memoria, il tipo stesso di quest... sono tutti elementi innovativi che lo distaccano dagli altri fantasy. In comune con questi c'è solo il viaggio, ma era un po' improbabile che Fitz restasse confinato a Castelcervo per tutta la sua vita... ^^


(21-08-2014, 12:42)Iku Ha scritto:  sempre ammesso che di happy ending si possa parlare visto come finisce il protagonista...

Concordo con Iku. Happy ending? Ma dove? Uh
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In tutta onestà, non mi sembra che sia andata così bene. Unsure


RE: Il viaggio dell'assassino - Seregil - 21-08-2014

Non so, probabilmente il mio sconcerto deriva dal fatto che avendo amato tanto i due libri precedenti mi aspettavo qualcosa di molto diverso.
Se ci sono sicuramente alcuni elementi originali ( L'Arte e lo Spirito su tutti ) tante, troppe cose mi hanno fatto venire in mente il lavoro di Jordan ad esempio spoiler primi 4 volumi della wot
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E' vero che nel finale
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Come ho già detto lo stile e la caratterizzazione dei personaggi sono superbi, ma dal punto di vista narrativo mi sento di paragonare "Il viaggo dell'Assassino " al primo volume del "Ciclo di Belgariad " che per un lettore neofita sicuramente rappresenta una lettura particolare ed originale, ma per chi ha già alle spalle anni e anni di letture Fantasy pur restando un lavoro ben fatto , non stupisce granchè .
Fortuna nell'ombra
Ser


RE: Il viaggio dell'assassino - Tiz - 25-08-2014

Forse sono strana io, ma non considero l'originalità un pregio di per se.

C'è un motivo se alcune trame sono praticamente universali in tutte le culture umane (l'Outcast che riesce a cambiare la società, la Quest, la ricerca del passato, il concetto di predestinazione, il matto profeta, eccetera). Juung le definisce "archetipi". Fanno parte di quanto c'è di profondo nella nostra umanità.

Farseer Trilogy è sicuramente una trilogia archeotipica. E lo è, aggiungo, volutamente. Robin Hobb ha fatto qui una scelta cosciente, non stava tentando di essere "originale". Quindi non penso che il suo utilizzo di archetipi debba essere considerato come negativo.


RE: Il viaggio dell'assassino - Seregil - 26-08-2014

Ci mancherebbe , ognuno è libero di fare le scelte che ritiene migliori, solo a me è parsa una cosa un pò strana , dopo che nei due romanzi precedenti di questi archetipi ho ritrovato poco o nulla , ma come sempre " De gustibus " Smile
Fortuna nell'ombra
Ser


RE: Il viaggio dell'assassino - The Fool - 26-08-2014

(26-08-2014, 10:54)Seregil Ha scritto:  nei due romanzi precedenti di questi archetipi ho ritrovato poco o nulla, ma come sempre " De gustibus " Smile

Be', no, questa è una cosa oggettiva: come ha giustamente scritto Tiz — bell'intervento! — l'outcast (cioè l'emarginato) e il predestinato sono alla base di tutta la trilogia; nell'ultimo volume, fa la sua comparsa la quest vera e propria.


RE: Il viaggio dell'assassino - Iku - 26-08-2014

(25-08-2014, 22:07)Tiz Ha scritto:  Forse sono strana io, ma non considero l'originalità un pregio di per se.

C'è un motivo se alcune trame sono praticamente universali in tutte le culture umane (l'Outcast che riesce a cambiare la società, la Quest, la ricerca del passato, il concetto di predestinazione, il matto profeta, eccetera). Juung le definisce "archetipi". Fanno parte di quanto c'è di profondo nella nostra umanità.

Farseer Trilogy è sicuramente una trilogia archeotipica. E lo è, aggiungo, volutamente. Robin Hobb ha fatto qui una scelta cosciente, non stava tentando di essere "originale". Quindi non penso che il suo utilizzo di archetipi debba essere considerato come negativo.

Pur quotando quello che tu dici sull'universalità di alcuni concetti (parliamone, è una cosa che mi affascina da morire!) io trovo che la Hobb abbia gestito in maniera comunque originale una struttura molto conosciuta, e che, a parte la qualità oggettiva della narrazione, i suoi personaggi e certi elementi della trama siano comunque piuttosto originali...


RE: Il viaggio dell'assassino - Tiz - 26-08-2014

(26-08-2014, 10:54)Seregil Ha scritto:  Ci mancherebbe , ognuno è libero di fare le scelte che ritiene migliori, solo a me è parsa una cosa un pò strana , dopo che nei due romanzi precedenti di questi archetipi ho ritrovato poco o nulla , ma come sempre " De gustibus " Smile
Fortuna nell'ombra
Ser

Beh... no.

L'idea del "Matto Savio" c'è dal primo volume, ed è un archetipo.
L'idea dell'Antica Cultura come portatrice di verità c'è dal secondo. Altro archetipo.
L'idea dell'outcast -Fitz- predestinato c'è anche lì dal secondo. Altro archetipo.
La Magia Reale -i re come destinati ad esserlo- è anche questo un archetipo.

Potrei andare avanti ma ce ne sono svariati.

In generale concordo con Iku: Robin Hobb ha gestito in maniera originale idee archeotipiche. Il matto profeta è gestito in maniera superba -che lo dico a fa'-. Anche il bastardo reale, l'outcast, è gestito superbamente. IN PARTICOLARE Fitz è gestito in una maniera di una novità mostruosa. FITZ E' MORDRED ce ne rendiamo conto? Ma un Mordred originalissimo.