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La fiera del refuso - Versione stampabile

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La fiera del refuso - Tintaglia - 29-08-2011

Da qualche tempo ho la netta impressione che, mentre i prezzi sono decollati, la qualità del lavoro di molte case editrici abbia subito un calo drastico. E inizio a segnarmi i nomi, perchè inizio davvero a credere che l'unico modo sia il non acquistare; e premiare quelle che trovo ancora virtuose, stranamente - di solito- non le maggiori, che pure dovrebbero avere più risorse.

Voi avete la stessa impressione?

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Fanucci da sempre è un eccidio di errori di traduzione e refusi assortiti di vario genere; ultimamente ha aggiunto prezzi demenziali per le prime edizioni cartonate, e si è unita alla schiera di editori di fantasy che spezzettano i libri. Cancellata da tempo, ha ridestato il mio affascinato disgusto quando ha proposto ai lettori di fare il proprio lavoro mettendo in palio una copia corretta de L'ultima profezia di Silvana De Mari a chi avesse segnalato più errori.
Peccato, perchè hanno un catalogo ottimo, ed Eschbach lo posso leggere solo in traduzione. :x

Rizzoli negli ultimi mesi ha deciso di rinnovare i confini della grammatica italiana, contrastando l'uso comune di apostrofi, accenti sul verbo essere e congiuntivi, ritenuti evidentemente non necessari. Grazie al cielo la bazzico poco, ma con sincero orrore - e a prezzi dai sedici euro in su.

Einaudi (!!!!) ha anch'essa deciso di innovare l'uso del congiuntivo e aumentare contestualmente i prezzi per sostenere questo sforzo di rinnovamento della lingua (immagino).

Marsilio non si è finora macchiata di crimini simili, ma in compenso ho scartato parecchi volumi in biblioteca che avevo inventariato io stessa, dato che le pagine si staccano a gruppi: e se li ho inventariati io vuol dire che hanno meno di un anno. Tutti romanzi pagati dai diciassette euro in su.

La E/O mi ha fornito un'edizione perfetta, senza un errore che fosse uno; buona stampa, bella carta. Ma 17 euro per 170 pagine in brossura è una rapina a mano armata, visto che mi sono molto goduta l'ultimo Carlotto, ma ci ho comunque messo appena un pomeriggio per leggerlo.

Bollati Boringhieri mi ha addolorato con qualche refuso nei romanzi della von Arnim; peccati minori, che però si sommano a cifre che vanno dai17 ai 20 euro per delle brossure. Perdita loro, perchè mi sarei precipitata a comprarli se fossero costati di i dodici euro che quell'edizione merita.

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Finora non mi hanno tradito Salani (anche se è un po' cara, i suoi tascabili rimangono convenienti; ma raramente pubblica in economica) e la sempre ottima Sellerio; E/O dovrebbe moderare le pretese economiche, ma fa un buon lavoro; splendida Laterza, che amo anche solo per la collana Contromano; stabile Guanda, con un buon catalogo e buone edizioni.

Alcune minori come la Ilisso e Il maestrale (case editrici sarde) sono d amenzione d'onore: prezzi onesti per edizioni ben curate e ben rilegate.

Voi avete qualche osservazione da fare su questi e altri editori? Smile


RE: La fiera del refuso - The Fool - 30-08-2011

(29-08-2011, 17:51)Tintaglia Ha scritto:  Da qualche tempo ho la netta impressione che, mentre i prezzi sono decollati, la qualità del lavoro di molte case editrici abbia subito un calo drastico. E inizio a segnarmi i nomi, perchè inizio davvero a credere che l'unico modo sia il non acquistare; e premiare quelle che trovo ancora virtuose, stranamente - di solito- non le maggiori, che pure dovrebbero avere più risorse.

Che quadro sconfortante... ancor più perché viene da te, che fra i libri ci vivi, sia per lavoro che per passione.
La cosa peggiore è che da settembre i costi esorbitanti dovremo sostenerli per intero, consapevoli che la maggior parte dei prodotti non vale neanche la metà del prezzo di copertina. Non acquistare sembra davvero l'unica arma che ci resta, dato che ormai la sola preoccupazione degli editori è battere cassa.


(29-08-2011, 17:51)Tintaglia Ha scritto:  Rizzoli negli ultimi mesi ha deciso di rinnovare i confini della grammatica italiana, contrastando l'uso comune di apostrofi, accenti sul verbo essere e congiuntivi, ritenuti evidentemente non necessari.

Mi intristisce tanto sapere degli scempi Rizzoli; spero ne sia esente almeno la collana BUR, che ho sempre apprezzato tantissimo! Cry
Concordo sull'affidabilità e qualità di Salani e Sellerio, e vorrei invece chiederti un parere sulle edizioni Adelphi: a me son sempre parse oneste e ben curate, ma il mio giudizio è limitato alla loro Piccola Biblioteca e a pochi altri volumi... per un disgraziato caso anche loro sono in piena decadenza? Cry


RE: La fiera del refuso - Tintaglia - 30-08-2011

Di Adelphi non posso dir nulla su qualità di edizioni e volumi, ma anche loro che prezzi: ho rinunciato all'acquisto di un saggio perchè veniva 24 euro... Cry

Comunque, non bazzico tutti gli editori alla stessa maniera, quindi aspetto anche le vistre osservazioni. ^^


RE: La fiera del refuso - Cloudly - 02-09-2011

Beh...
Fanucci mi ha strabiliato solo con gli ultimi della Hobb... altri libri Fanucci li ho trovati normali (non dico esenti ma con nulla che mi abbia lasciato il segno). Comunque a giorni prendo il secondo Rothfuss e vedrò se la Hobb è la privilegiata o se ha un trattamento uguale agli altri.
Einaudi, a parte i costi che sono sempre piuttosto altini, non mi hanno mai sorpreso con alterazioni della lingua italiana (ma in realtà mi riferisco solo ai libri di Murakami editi dalla einaudi ultimamente).
La Mondadori di solito ha un po' di refusi, ma in un numero "normale".
La Sperling&Kupfer, che frequento solo per King, ha anche lei qualche refuso, di tanto in tanto, ma niente di eccessivo.
La Feltrinelli devo dire che, almeno con le edizioni tascabili che ho, fa un buon lavoro. Non voglio dire che non ha errori di sorta, non ne sono sicuro, ma sia il prezzo che la qualità sono al giusto punto.
Confermo l'opinione favorevole su Guanda.
Longanesi, di cui ho letto tutto il catalogo Rice, alcuni anche nelle edizioni tascabili TEA, mi verrebbe da dire che è brava a fare il suo mestiere; uniche pecche la scelta delle copertine, sempre molto impersonali, e i titoli cambiati, ma quello lo fanno quasi tutti.

Adesso non mi vengono in mente altre case su cui io possa fare commenti.

Credo però, ma parlo solo per ipotesi, che non tutti gli autori vengono trattati alla stessa maniera. Mi spiego: immagino che il team che segue la Hobb non sia neccessariamente lo stesso che segue Gaiman o Rothfuss, il traduttore non sarà lo stesso, il revisore neppure. Certamente sarebbe opportuno che la casa editrice rilevi l'effettiva esistenza del problema e cerchi di porvi rimedio: due libri di fila con la stessa serie d'errori (parlo del Figlio soldato) non è un caso. Vedremo se col terzo cambiano tendenza.

Ma forse nelle parole che un po' di tempo fa lessi scritte da Dobner (traduttore storico di King, da poco sostituito, vedremo per quanto) si nasconde il "problema". Egli infatti si lamentava di come, con le nuove tecnologie, tutta "fabbrica" del libro avvesse subito un accelerazione. Una volta il libro usciva in America e una copia definitiva veniva data al traduttore che poi aveva il suo tempo per lavorare, e come lui probbabilmente tutti gli altri. Col tempo (sopprattutto lui con King) si è arrivati ad una quasi conteporaneità delle uscite, lui ha lavorato addirittura direttamente su fotocopie di bozze pre stampa, che a volte venivano poi cambiate. E diceva che come lui, anche i correttori e tutta la catena si trovavano con tempi sempre più stretti; e forse i correttori lavorano su più libri, rispetto ad un traduttore.

Più che altro mi rattrista rilevare che è principalmente un problema di scarsa professionalità. Di scarso amore per il proprio mestiere, cosa che si può riscontrare in maniera diffusa in quasi tutti i settori lavorativi.
E' quello che dico sempre ai miei colleghi più svogliati: «funzionerà lo stesso anche se lo metti su storto, fuori misura e forse anche sporco. Ma se con un po' di sforzo in più viene dritto, perfettamente allineato con gli altri e bello da vedere non ti senti un po' più soddisfatto?!?» purtroppo la risposta che ricevo spesso non è trascrivibile qui in chiaro.



RE: La fiera del refuso - Seregil - 02-09-2011

Io in questi giorni sto leggendo Fanucci ....una vera e propria ecatombe .
E finoo a quando mi vengono a dire che "La traduzione deall'inglese di un romanzo è diufficile " mi può anche stare bene, ma qui si tratta di errori veramente idioti, dovuti più che altro a distrazione .
Il problema secondo me è che da un pò di tempo a questa parte le case editrici pare che lavorino col pepe nel sedere e quiesto inevitabilmente fa calare drasticamente la qualità del prodotto offerto ai lettori e di conseguenza la nostra volontà di comprarlo.
Fortuna nell'ombra
Ser



RE: La fiera del refuso - Adelasia - 05-09-2011

Salani: caso piuttosto famoso che mi hanno segnalato su aNobii, hanno saltato circa 10 pagine in un libro (2009, Terry Pratchett, Streghe all'estero) e non solo, non l'ha né ritirato né sostituito! Nei vari fans club questa cosa è stata denunciata più volte, è stato scritto a Salani e chiesto che il libro venisse ritirato e ristampato ma ovviamente è stato tutto vano. Qualcuno ha messo online una traduzione "amatoriale" delle 10 pagine che pare sia stata ripresa quasi alla lettera quando il libro è stato pubblicato in economica dalla Tea. Mah!


RE: La fiera del refuso - Tintaglia - 05-09-2011

Io della Fanucci conservo nel cuore l'orrore delle traduzioni di Eschbach: e quando qualcuno mi mette delle sedie disposte a "mezzo cerchio" o dei "calici di birra" là il problema è la scarsa conoscenza della lingua italiana, altro che le difficoltà di traduzione.

Sull'editing, secondo me semplicemente non viene più fatta correzione di bozze, poco c'entrano i ritmi. Altrimenti non mi spiego errori del genere.


RE: La fiera del refuso - Assassin - 05-09-2011

(02-09-2011, 00:59)Cloudly Ha scritto:  La Mondadori di solito ha un po' di refusi, ma in un numero "normale".

Anch'io la pensavo così finché non ho comprato il volumone dei primi 4 libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Soprattutto ho trovato un aumento vertiginoso di orrori di ortografia nel passaggio fra il secondo e il terzo libro. Per le traduzioni ancora ancora si salva, benché anche lì ogni tanto faccia degli scivoloni evidenti.

Sulla Fanucci non mi pronuncio sono rimasta talmente schifata dal Mago della Foresta della Hobb, con qualità BASSISSIMA e prezzo SPROPOSITATO.




RE: La fiera del refuso - Tintaglia - 05-09-2011

(05-09-2011, 14:46)Assassin Ha scritto:  
(02-09-2011, 00:59)Cloudly Ha scritto:  La Mondadori di solito ha un po' di refusi, ma in un numero "normale".

Anch'io la pensavo così finché non ho comprato il volumone dei primi 4 libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Soprattutto ho trovato un aumento vertiginoso di orrori di ortografia nel passaggio fra il secondo e il terzo libro. Per le traduzioni ancora ancora si salva, benché anche lì ogni tanto faccia degli scivoloni evidenti.

Ma anche no. La traduzione di Martin ha degli orrori fatti e finiti che impediscono in alcuni punti la comprensione del testo.
Proprio su quello andrebbero fustigati con un gatto a nove code e poi giù di sale e limone sulle ferite.




RE: La fiera del refuso - Umbra - 05-09-2011

(05-09-2011, 14:51)Tintaglia Ha scritto:  
(05-09-2011, 14:46)Assassin Ha scritto:  
(02-09-2011, 00:59)Cloudly Ha scritto:  La Mondadori di solito ha un po' di refusi, ma in un numero "normale".

Anch'io la pensavo così finché non ho comprato il volumone dei primi 4 libri delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Soprattutto ho trovato un aumento vertiginoso di orrori di ortografia nel passaggio fra il secondo e il terzo libro. Per le traduzioni ancora ancora si salva, benché anche lì ogni tanto faccia degli scivoloni evidenti.

Ma anche no. La traduzione di Martin ha degli orrori fatti e finiti che impediscono in alcuni punti la comprensione del testo.
Proprio su quello andrebbero fustigati con un gatto a nove code e poi giù di sale e limone sulle ferite.

E per l'aver diviso i libri di Martin no? E per aver affidato la traduzione della QUADRILOGIA dell'EREDITA' DI SHANNARA di Brooks a QUATTRO traduttori diversi no?

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marco